Il controllo accessi e’ l’unico momento in cui tutto il lavoro dei mesi precedenti si vede in tre minuti di fila all’ingresso. Vale la pena preparalo.
Un lettore ogni centocinquanta persone
La regola pratica: un punto di lettura ogni centocinquanta persone attese nella mezz’ora di punta. Sotto questa soglia si forma la coda, e la coda in ingresso e’ la prima cosa di cui si lamenta il pubblico.
Il QR code funziona una volta sola
Un biglietto valido si consuma alla prima lettura. Se qualcuno prova a rientrare con lo stesso codice, il sistema lo rifiuta. Questo e’ il punto: senza consumo, uno screenshot girato su WhatsApp vale come un biglietto.
Gli ingressi omaggio sono il buco piu’ comune nei conti. Emetterli come titoli veri — con il loro codice, dentro lo stesso sistema — costa niente e ti dice esattamente quante persone sono entrate, paganti o no.
Domande frequenti
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Serve una connessione internet all’ingresso?
Meglio averla, ma i sistemi seri funzionano anche offline e sincronizzano appena la linea torna. Se lavori in un capannone o in campagna, verificalo prima e non la sera stessa.
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Posso controllare gli ingressi con un telefono normale?
Si’. La fotocamera di uno smartphone recente legge i QR code alla stessa velocita’ di un lettore dedicato. Il limite non e’ il telefono, e’ la batteria: porta un powerbank.
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Cosa faccio se un ospite ha perso il biglietto?
Si cerca per nome o per email nel sistema e si valida a mano. Per questo conviene raccogliere il nome dell’intestatario in fase di acquisto: senza, l’unico appiglio e’ il numero d’ordine.
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Gli ingressi omaggio vanno registrati?
Si’, ed e’ anche nel tuo interesse. Un omaggio non registrato e’ una persona in sala che non compare da nessuna parte, ne’ nei conti ne’ nel calcolo della capienza.