organizzare eventi 6 Settembre 2026 2 min di lettura

Promuovere un evento: da dove arrivano davvero le vendite

Social, newsletter, passaparola, locandine: quali canali portano biglietti e quali solo visualizzazioni, e come distinguerli senza strumenti complicati.

2026-09-06T23:45:20+02:00
Promuovere un evento: da dove arrivano davvero le vendite

Quasi tutti sanno quante persone hanno visto il post. Quasi nessuno sa quante hanno comprato per via di quel post. E’ la differenza fra promuovere e sperare.

Aggiungi un parametro alla fine dell’indirizzo dell’evento — ?src=instagram, ?src=newsletter — e usane uno diverso per ogni canale. Non serve altro: quando guardi da dove sono arrivati gli ordini, la risposta e’ li’.

I canali, in ordine di resa

La newsletter

Chi ti ha gia’ comprato un biglietto e’ il pubblico piu’ probabile per il prossimo. Una mail a una lista piccola batte quasi sempre un post a un pubblico grande.

Il passaparola degli artisti

Se chi sale sul palco condivide, porta un pubblico che non e’ il tuo. E’ il canale con il rapporto migliore fra sforzo e biglietti, ed e’ gratis: basta chiederlo per tempo e dare materiali pronti.

I social a pagamento

Funzionano, ma solo con un pubblico definito bene e un evento con una data vicina. Su un evento a tre mesi bruciano budget senza convertire.

La locandina

Ha ancora senso nei luoghi giusti, ma non e’ misurabile. Se la usi, mettici sopra un QR code con un parametro diverso: cosi’ smette di essere un atto di fede.

Quando promuovere

Il grosso delle vendite arriva in due momenti: nei primi giorni dall’annuncio e nell’ultima settimana. In mezzo c’e’ una pianura che nessuna campagna riempie del tutto — meglio investire agli estremi.

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