Quasi tutti sanno quante persone hanno visto il post. Quasi nessuno sa quante hanno comprato per via di quel post. E’ la differenza fra promuovere e sperare.
Il link tracciato, in due minuti
Aggiungi un parametro alla fine dell’indirizzo dell’evento — ?src=instagram, ?src=newsletter — e usane uno diverso per ogni canale. Non serve altro: quando guardi da dove sono arrivati gli ordini, la risposta e’ li’.
I canali, in ordine di resa
La newsletter
Chi ti ha gia’ comprato un biglietto e’ il pubblico piu’ probabile per il prossimo. Una mail a una lista piccola batte quasi sempre un post a un pubblico grande.
Il passaparola degli artisti
Se chi sale sul palco condivide, porta un pubblico che non e’ il tuo. E’ il canale con il rapporto migliore fra sforzo e biglietti, ed e’ gratis: basta chiederlo per tempo e dare materiali pronti.
I social a pagamento
Funzionano, ma solo con un pubblico definito bene e un evento con una data vicina. Su un evento a tre mesi bruciano budget senza convertire.
La locandina
Ha ancora senso nei luoghi giusti, ma non e’ misurabile. Se la usi, mettici sopra un QR code con un parametro diverso: cosi’ smette di essere un atto di fede.
Quando promuovere
Il grosso delle vendite arriva in due momenti: nei primi giorni dall’annuncio e nell’ultima settimana. In mezzo c’e’ una pianura che nessuna campagna riempie del tutto — meglio investire agli estremi.
